Fashion On Paper - Roma
Con estrema curiosità mi sono recato all’ evento dedicato ad editoria di moda ed arte : Fashion On Paper. Evento inserito all’interno della settimana di Alta Roma e curato da Maria Luisa Frisa.
Per l’occasione sono stati invitati a presentarsi alcuni tra i bloggers più influenti del momento insieme a riviste cartacee di moda ed arte.

Mi è piaciuta la scenografia e la scelta dei materiali usati per la costruzione degli stand : cassette di plastica nere utilizzabili come sgabelli o tavolini, o come contenitori per le riviste ed i gadgets. Scatoloni bianchi per realizzare un muro sul quale proiettare immagini e filmati, tante sedie ed oggetti diversi fra loro per comporre un “salotto” posto al di sopra di un palchetto quadrato nel centro del Tempio di Adriano .

E’ venuto il maldischiena a molti dei partecipanti a causa di quelle casette, hanno dovuto sostare per giornate intere su di esse, davanti a grandi monitor, con una connessione internet che neanche funzionava bene… e dire che c’era il patrocinio della camera di commercio!! Indietro con le capacità tecnologiche? Aiaiaih!
L’evento è stato indiscutibilmente interessante ed intelligente, però i dibattiti risultavano a volte banali e poco interessanti ( forse perchè alla prima edizione? ), vagamente mirati a far pubblicità esclusivamente a “qualcuno” in particolare, mettendo forse in ombra argomenti che a mio parere ( parere condiviso da molti in sala ) avrebbero potuto essere più interessanti.

Il presentatore dei dibattiti, esperto di comunicazione (?)Â non ha mai toccato ( o forse si? ero distratto? ) punti cruciali e veramente fondamentali nell’epoca della economia informazionale attuale, me ne venivano in mente giusto alcuni :
1) Dirottamento del finanziamento pubblicitario delle piccole e grandi imprese ( escluse forse ancora le medie ) dalla “carta” al “web”, ovvero si fanno meno inserzioni sui giornali, e più azioni mirate su blogs selezionati a volte richieste direttamente dal brand, senza neanche intermediazioni di agenzia.
2) Delay sempre più ampio tra il web e la carta. E’ ormai dimostrato che le notizie che leggiamo sul giornale di moda, spesso le abbiamo gia lette una settimana prima sul blog! Con conseguenze estremamente noiose per l’interesse del lettore. le note riviste vanno proprio sui blogs a cercare notizie, che poi vengono però stampate più tardi.Su questo forse la carta dovrebbe puntare esclusivamente su numeri mirati, approfonditi e di ricerca i quali potrebbero presentarsi come almanacchi. A tal proposito ho notato alcune riviste veramente interessanti, che si “elevano” dalla massa.
3) La ormai palese fusione della moda alla tecnologia, dove secondo il mio modesto parere lo stilista sarà sempre più vicino alla figura dell’ingegniere informatico, allo sviluppatore, perchè il nuovo prodotto di moda è più vicino all’ Iphone o agli accessori techno di Prada, piuttosto che alla camicetta rivisitata un milione di volte.
4) La rivoluzione dei social media i quali stanno generando nuovi strumenti di branding “puro” ( es :social networking di facebook )Â i quali nel futuro saranno i veri elementi di trasmissione dello stile di vita del brand, essendo loro stessi il brand.
Ma parliamo delle cose belle!
Sono stato felice di conoscere personalmente StylesReportBerlin curato dalla giornalista Daniela Zenone e dalla web agency milanese PlaygroundWorks di Matteo Cordini.
Anche l’italiano FrizziFrizzi creato da Simone Sbarbati aveva il suo stand ed era presente isieme al suo gioioso staff.
Per me è stato innanzitutto un onore incontrarli ( ebbene si, sono un loro lettore! ) ed anche un piacere dialogare sulle loro attività per le quali spenderi qualche post dedicato solo a loro, perchè meritano veramente una grande attenzione.

Ops.. dimenticavo di nominare anche Style.it che con grande lavoro ha creato una vera e propria comunità di bloggers italiani.
Erano presenti anche bloggers del calibro di The Sartorialist e ASWF ai quali è stato dato forse troppo spazio rispetto ai bloggers nostrani, secondo qualche non bene specificata politica di marketing.
Ma è stato bello ascoltare le storie durante dibattiti dedicati interamente a loro ( e alle loro fidanzate !), da cui si è capito che su internet alcune persone sono ovviamente facilitate, soprattutto se provengono da un ambiente di contatti “importanti”.
Dunque sarebbe da sfatare il mito della “terra promessa” di internet, piuttosto bisogna evidenziare la fatica e la difficoltà che molti professionisti hanno a portare avanti un blog rispetto a persone che magari in passato erano sales manager della moda internazionale!
Sento però che le cose stanno cambiando e che un futuro roseo sarà per i bloggers Italiani!
Però cari utenti Italiani ve lo chiediamo per favore : IMPARATE L’INGLESE , cosi magari anche i nostri blogs possono cominciare ad internazionalizzarsi.
Parliamo di carta stampata!
Di solito sono critico verso la carta stampata, specialmente verso la “free-press”, la quale a volte amo definire “carta straccia”.
Questa volta però mi trovo a parlare bene di alcune riviste, che mi hanno colpito per la cura, gli obiettivi e la loro visione “internazionale” che le spinge a pubblicare le pagine in due lingue : inglese / italiano.

Ho conosciuto Fabio Destefani coordinatore di Made05 , rivista che dedica spazio a moda, arte e design liberandosi dalla schiavitù dell’audipress, definendo un profilo sempre critico e realista verso la moda, verso l’arte e l’economia ma restando però sempre “soft” senza diventare pesante. Dunque di piacevole e condivisibile lettura. Lo dico perchè l’ho letta!! Anche StyleReportBerlin scrive per loro ( tanto per segnalarvelo).

E poi anche Stefan Pollack di Drome , rivista cosmopolita ed alternativa che si occupa del mondo contemporaneo della cultura e dell’arte, proponendosi come piattaforma per nuovi talenti da tutto il mondo. Apprezzo il concetto grafico con cui è sviluppata la rivista e l’obiettivo di portare in Italia l’attenzione verso la cultura contemporanea internazionale. Stefan mi ha fatto notare che alla sua rivista arrivano tantissime lettere di presentazione da parte di artisti internazionali, ma quelli Italiani sembrano essere più timidi.
E’ vero, non si sà perchè forse in realtà è pigrizia? Il pregiudizio”those lazy italians” forse si applica benissimo ai creativi nostrani, i quali sperano che qualcuno li contatti esclusivamente perchè hanno un bel profilo su myspace, bisognerebbe farsi avanti più spesso ( è un autocritica ).
Tra la carta stampata di vero gusto c’era anche Nero magazine trimestrale di cultura contemporanea nato a Roma nel 2004 e distribuito gratuitamente nelle maggiori città italiane. Ho consciuto Lorenzo Gigotti uno dei suoi fondatori e direttore editoriale, il quale ha investito la sua passione per l’arte e la creatività al servizio di un giornale che è unico nel suo genere, sia dal punto di vista grafico che di contenuti.
Eventi e performance
Per chiudere, vi parlo velocemente delle performance più interessanti:
1) Estasy Sound proposto da Nero magazine.
2) Chicks On Speed proposte da StylesReportBerlin, le ragazze hanno letteralmente festeggiato la chiusura dell’evento, presentando una divertentissima performance surrealista, nella quale abbiamo potuto ascoltare una ottima musica tra l’electro e il rock con strumenti autocostruiti in maniera simile al punk australiano di Dogs In Space. Abbiamo potuto ammirare anche un incredibile “orchestra di chiappe” realizzata con la sincronizzazione audio/video di sculacciamenti a tempo, incredibile e difficile da spiegare, avreste dovuto vederlo.






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Posted by Adrio
5 February 2009 at 1:49 PM
Era ora finalmente! Era ora avere a roma durante la fashion week una manifestazione fruibile a tutti e non solo alle solite minoranze elitarie. Era ora conoscere e incontrare i creatori di quei blogs che almeno una volta al giorno visitiamo per ispirazioni e appagamenti del senso di bello non convenzionale. Era ora vedere una perfomance della COS che da anni non si esibivano sui palchi della scena capitolina.
Grazie a loro e a Daniela, rappresentante di StylesReportBerlin nonchè organizzatrice dello show, la manifestazione a parer mio ha raggiunto il suo momento massimo di successo, di pubblico e di fomento!
Ed ora che dire? Si attende la repica… magari senza lo stesso moderatore dei talks!?
5 February 2009 at 2:50 PM
Io penso che sarebbe veramente interessante creare una cordata di bloggers per organizzare eventi più mirati.