MARKETING CONVENZIONALE?

Il “marketing convenzionale” forse neanche esiste.

E’ esistito un marketing che ha fatto uso centrale e spietato dei mass media, ma si è esaurito in idee e tattiche cristallizzate.

Con la crisi dei mass media sono ritornate in voga tecniche di marketing che fanno largo uso di medium del tutto naturali ed ancestrali, legati alla socialità umana.

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Le nuove tecnologie sono “umane” e tendono sempre di più a ricalcare “l’individualità” delle persone, dunque sono antitetiche al “mainstream”.

Il word of mouth, il buzz o il proximity sono sempre esistiti,  già prima dei mass media erano utilizzati e forse solo durante l’epoca dei mass media sono stati poco efficaci.

Nessuno si è inventato nulla.

Oggi queste tecniche ritornano in voga sui social media, dovendosi confrontare con la tecnologia di alto livello ed una “tolleranza” acquisita dal consumatore dovuta all’inflazione dei messaggi gia esistenti.

Ma le “regole del marketing” sono sempre le stesse ? Sono sempre legate a processi sociali, culturali e psicologici ma non sono “regole standard”.

Le “regole del marketing” si adattano e prendono forma e funzionano calzando lo strumento di innovazione.

Cambiano quando cambia lo strumento/medium.

E’ l’arte l’unica attività che rende il marketing infallibile, se sfruttata come metodo empirico nella ricerca e proposta di nuovi linguaggi.

Può sembrare retorica, ma intendo dire che il marketing “non convenzionale” è semplicemente un diverso approccio al nuovo strumento/medium, e diventa “marketing convenzionale” solo dopo essere stato testato, sperimentato empiricamente.

Un esempio eclatante, che però non è legato alle nuove tecnologie è il postering di OBEY, nato come semplice esperimento artistico socioculturale di propaganda, è diventato poi un’arma di marketing di incredibile potenza ed un modello da seguire.

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